Silvia Olivetti intervistata da Haaretz

cover div italianiIeri, sull'edizione internazionale del quotidiano israeliano Haaretz è apparsa un'intervista a Silvia Olivetti, (autrice dell'inchiesta «Diversamente italiani») sulla questione Isis, pericolo convertiti e sull'accusa che Magdi Allam ha pubblicamente mosso nei suoi confronti dalle pagine de «Il Giornale». 

"Questa campagna contro i convertiti all'Islam sta rendendo le cose ancor più difficili per noi", dice Silvia Layla Olivetti, una scrittrice italiana convertita all'islam una decina d'anni fa e autrice di un libro sui musulmani italiani. "Dobbiamo già affrontare difficoltà con le nostre famiglie d'origine e dentro le moschee, che sono spesso gestite da arabi. Ed ora ci ritroviamo anche dipinti come potenziali terroristi". Infatti, l'Olivetti è stata recentemente etichettata come "fiancheggiatrice del terrorismo" da un quotidiano conservatore italiano, nonostante si sia espressa in modo critico nei confronti dell'Isis sulla sua pagina Facebook. La Olivetti però accusa anche le autorità europee di non distinguere tra i convertiti all'Islam che combattono con l'Isis e coloro che invece lottano a fianco della resistenza anti - Assad. "Stanno mettendo tutti nello stesso calderone, come se non ci fosse alcuna differenza tra chi combatte per la libertà e altri delinquenti".

Testo originale:

“This anti-convert attitudes are making things even more difficult for us,” says Layla Silvia Olivetti, an Italian writer who herself converted to Islam a decade ago and has authored a book about her experience. “We are already facing difficulties with our families of origin and within the mosques, which are often managed by Arab nationals . And now we are being falsely depicted as potential terrorists.” Indeed, Olivetti was recently labelled “a friend of the terrorists” by a conservative Italian newspaper, despite the fact that she has criticized both the Islamic State and other Muslims on her

Facebook page. She also blames European authorities for failing to distinguish between locally born Muslims who went off to fight with the Islamic State, and those who joined more moderate,anti-Assad factions.

“They’re putting everybody in the same pot, as if there is no difference between freedom fighters and other thugs,” she says.

Fonte: haaretz.com