A Palazzo Marini un convegno sulle nuove mafie

In occasione del convegno «Mafie: i nuovi mercati della criminalità» tenuto a Roma lunedi, presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini, è stato presentato anche il «Dizionario delle Mafie» di Fabio Iadeluca, per discutere dei molti aspetti che contraddistinguono le forme di criminalità organizzata.

Giovanni Falcone

Il convegno ha visto la presenza di magistrati da tempo impegnati nell'analisi e nel contrasto ai fenomeni di criminalità organizzata. Hanno offerto il loro contributo al pubblico presente e la loro esperienza personale, affrontando argomenti specifici legati alla lotta alla mafia: i Procuratori Aggiunti della DNA Pierluigi Dell’Osso e Giusto Sciacchitano, il Procuratore Aggiunto della Procura di Roma Giancarlo Capaldo, i Sostituti Procuratori Nazionali Antimafia Antonio Patrono, Maria Vittoria De Simone, Maurizio De Lucia e il Consigliere presso l’Ufficio del massimario della Corte di Cassazione Raffaele Cantone. Presente anche il curatore del «Dizionario» Fabio Iadeluca e il caporedattore del Messaggero Massimo Martinelli, responsabile della redazione giudiziaria del quotidiano, chiamato a moderare il convegno. 

A dare il via ai lavori è stato il Procuratore Pierluigi Dell’Osso, affrontando il tema delle infiltrazioni mafiose nell’ambito del gioco, sia legale che d’azzardo. Dell’Osso ha spiegato come in Italia i casinò siano ormai sinonimo di criminalità poiché luoghi ideali per il riciclaggio di denaro. La mafia ha tessuto una tela attorno a questi luoghi grazie alla vendita dei macchinari: “la criminalità organizzata ha il monopolio della vendita dei macchinari da gioco, per cui è molto più facile seguire l’iter di queste macchine e di lucrare sulla loro vendita”.
Il Procuratore Sciacchitano, subito dopo, si è espresso sulle recenti affermazioni di Angelino Alfano, che alludevano ad un possibile ritorno allo stragismo. Per Sciacchitano la strage di Capaci ha segnato un punto di rottura e i venti anni che hanno seguito la morte di Falcone, del magistrato che con il suo lavoro riuscì a capovolgere il sistema della lotta alla mafia, non sono stati inutili. 

A proposito della criminalità organizzata a Roma è intervenuto il Procuratore Giancarlo Capaldo, spiegando che “le organizzazioni mafiose sono presenti a Roma, sia quelle italiane che quelle straniere, soprattutto nel campo del riciclaggio e dei fenomeni di carattere amministrativo finanziario”. Tuttavia, uno dei problemi più recenti legati alla mafia, sono le infiltrazioni nei territori che fino a poco tempo fa non erano considerati come obiettivi.

“Abbandoniamo l’idea che ci sia ideologia politica all’interno delle organizzazioni mafiose – ha spiegato Antonio Patrono – vogliono soldi e sono disposti a fare affari con chiunque tra estrema destra, l’estrema sinistra, purché in quel momento specifico possano meglio garantire la soddisfazione di quel politico.” A chiudere i lavori è stata invece l’onorevole Souad Sbai, presidente dell’ACMID –Donna Onlus.

Nell’ambito di questa “tavola rotonda” è intervenuto anche l’autore Fabio Iadeluca, il cui Dizionario delle Mafie vuole essere un contributo alla divulgazione e sensibilizzazione sul grave problema della criminalità organizzata. Tutti i magistrati presenti al convegno hanno partecipato alla realizzazione del libro, occupandosi ognuno di un diverso argomento. Il contributo dei magistrati, inoltre, ha anche un carattere benefico poiché è prevista una raccolta fondi per l’ospedale Bambin Gesù.

Dopo le minacce di qualche giorno fa che Totò Riina ha rivolto al pm Di Matteo, la domanda da porsi è se qualcosa sia davvero cambiato dal 1992, anno in cui furono assassinati Falcone e Borsellino. Le parole pronunciate durante il dibattito sono chiare: è cambiata la visione che la società ha della mafia, ma nello stesso tempo sta cambiando anche la mafia stessa, diventa meno territoriale e più economica, imprenditoriale, politica. Per questo serve un costante aggiornamento dei metodi d’indagine e in questo senso il dizionario può diventare uno strumento utile per chi decide di avvicinarsi al terribile mondo della criminalità organizzata.