I Figli di Baal. I Giardini dell'Essere

Lo scorso 13 novembre è uscito il secondo capitolo intitolato «I figli di Baal. I giardini dell’essere», presentato in occasione di Lucca Comics & Games 2013 e ispirato ai giochi di ruolo cult D&D, Diablo e Baldur’s Gate. Magia nera, evocazioni di spiriti e demoni, l’11 settembre, il rock’n’roll: sono tutti elementi che confluiscono nel romanzo della Costantino rendendo le vicende, tipicamente fantasy e ambientate in un contesto gotico metropolitano, ancora più vivaci perché legate all’attualità e alla cultura pop. I tre protagonisti del bestseller dovranno affrontare delle prove per evitare lo spalancarsi delle porte degli Inferi sulla Terra. Queste prove sono la dipendenza dalla droga, l’Inquisizione e la sete di potere: tre problematiche “eterne”  per l’essere umano, ma che rappresentano anche i problemi reali della società in cui viviamo. Veder riflesso il nostro mondo in quello fantasioso che la Costantino riesce a creare, rende il romanzo accattivante. Perché, come ha spiegato Alessandra Rota de La Repubblica, «Un periodo di stanchezza letteraria del filone urban fantasy c’è stato e I Figli di Baal ha il merito di rinfrescare il settore. Il collante di un’avventura costruita con grande abilità è la musica rock, che riesce a placare i demoni e le più svariate identità».

Ma chiediamo all'autrice stessa qualcosa sul suo libro:

C’è qualcosa in particolare che secondo te ha contribuito al successo del tuo primo romanzo?
Intanto la mia volontà di spingerlo e l’aiuto di persone eccezionali che ho conosciuto e continuo a conoscere. Poi la scelta del momento adatto per l’uscita, ovvero in concomitanza con il lancio del videogioco Diablo III, al quale ho giocato e mi sono ispirata, così come dell’altro successo (adesso in versione enhanced), Baldur’s Gate. Importante è anche il livello qualitativo del libro: divertente, avvincente e coinvolgente al tempo stesso. È adatto a chi ama il genere più classico fino ai lettori del moderno. Ho accontentato tutti, divertendomi a scriverlo; credo che questo si percepisca, tanto che i miei lettori sono tutti con il fiato sospeso in attesa di leggere il seguito! E poi la conclusione nel terzo volume che chiamerò «I, Baalym». Cosa lega questo secondo episodio a «La guida rossa»? Ovviamente è il seguito, ma anche «I giardini dell’Essere», come il primo, ha una trama autoconclusiva. I lettori troveranno le stesse ambientazioni e gli stessi personaggi, solo più evoluti e in cerca di guai per... risolverli!

Pensi che il fantasy e l’urban fantasy siano generi letterari “di moda” al momento? 
Assolutamente sì, basti pensare al recentissimo successo di The Hunger Games. Credo sia perché raffigurano personaggi normali e anche piuttosto goffi, fino a quando non trovano la loro strada. Allora, come nella vita, diventano eccezionali quando portano avanti le cose per loro importanti. E poi la lotta tra bene e male affascina da sempre, un must del genere.

Come mai, nel romanzo, hai voluto dare al rock un ruolo così fondamentale? Che età ha il lettore tipico dei tuoi romanzi? 
Perché per me è importante, mi piace, penso che attraverso la musica si possano dare tanti messaggi. Ho interpretato canzoni famose che da sempre mi hanno fatto riflettere, sfruttandole ai fini della trama. Mi sono divertita e il mio sogno è quello di realizzare – finita la trilogia – delle cover dei brani che ho scelto, magari facendo un concerto dal vivo! Il target è dai 14-15 anni in su, i riferimenti sono molteplici anche per i trentenni (basti pensare al D&D e certa musica anni ’90).

La storia sembra strizzare l’occhio ai giovani, ma un adulto potrebbe divertirsi a leggere I Figli di Baal? 
Certo, ovviamente dipende dall’adulto. La trilogia rispecchia i canoni del genere: tanti personaggi, trama fitta e intricata, passaggi spazio/temporali e combattimenti, sfide... se il genere piace, non ha età! Basti pensare a Tolkien e altri, io continuerò sempre a leggerli e non sarò certo l’unica!

L’urban fantasy si differenzia dagli altri sottogeneri per l’ambientazione delle storie in epoca contemporanea, nel mondo urbano. Invece, secondo te, le vicende del tuo libro, possono essere considerate come una sorta di una metafora della nostra società? 
Ottima domanda, perché per me è proprio così. Mi sono divertita a sfruttare degli eventi storici (uno su tutti, l’11 settembre 2001) e condirli di mitologia ed elementi millenari, quali reincarnazione, Atlantide, “divinità” che vengono da altri pianeti... ebbene sì, qualcuno ci ha letto anche aspetti di fantascienza. A me piace più parlare di storia millenaria del nostro pianeta, sepolta e in attesa di essere scoperta. E, nel terzo capitolo della saga, rivelerò anche certi “segreti”: la sfinge e le piramidi ne faranno parte.

Ringrazio tutti i lettori per il loro tempo e dare appuntamento loro per il prossimo e ultimo capitolo de I Figli di Baal. I, Baalym dove tutte, ma proprio tutte le risposte che cercavate vi saranno date!


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Francesca Costantino, giornalista, scrittrice e blogger, è promotrice editoriale, redattrice di riviste di cinema, moda e letteratura, editor in casa editrice. Studiosa di teosofia, è Sifu di Kung fu Tao Lung e metacoordinatrice di Ipnosi e PNL (Programmazione neurolinguistica) per Hypromaster e Hypnl. Con il suo romanzo d’esordio I Figli di Baal. La guida rossa ha ottenuto numerosi riconoscimenti, piazzandosi anche al primo posto ai premi letterari Zocca giovani, Cittadella-Magia urbana, Circe, Vittoriano Esposito-Città di Celano.

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I Figli di Baal. I giardini dell’Essere. collana Electi, pp.480, € 14.90, 
ISBN 978-88-97508-80-9, in libreria dal 13 novembre 2013.