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Op op trotta cavallino - Intervista a Tiziano Tarli

cover predestinato

La storia di un’epoca irripetibile, narrata attraverso le note dei cantanti che hanno rivoluzionato la canzone italiana. Op op trotta cavallino racconta la nascita della canzone sincopata attraverso le vicende di autori e compositori, i nuovi balli d’oltreoceano, le trasmissioni dell’Eiar, le riviste musicali, i film dei telefoni bianchi e l’industria discografica. Dagli USA arriva il jazz e, grazie alla diffusione della radio e ai dischi a 78 giri, si impongono nonostante la censura una schiera di artisti come Alberto Rabagliati, il Trio Lescano, Natalino Otto e Gorni Kramer: i primi divi della canzone moderna. In allegato, un cd-compilation con alcuni dei brani più significativi dell’epoca, scaricabili su curciomusica.it.

Come è nata l’idea del libro?
L’idea di scrivere questo libro viene da un percorso di ricostruzione della musica italiana cominciato anni fa con la pubblicazione di Beat italiano. Durante le polverose ricerche per la stesura di quel volume, ebbi modo di approfondire e appassionarmi anche alle storie, agli aneddoti e soprattutto alle canzoni che avevano attraversato l’Italia nei decenni precedenti i Sessanta, trovando un filo conduttore che univa lo swing degli anni Trenta e Quaranta al rock’n’roll degli anni Cinquanta fino ad arrivare al beat. Nacque così in me la voglia di dedicare un libro a ciascuno di questi periodi storico-musicali della nostra cultura popolare. Op Op trotta cavallino è il capitolo finale del viaggio, o meglio, quello iniziale, visto che affronta la nascita della canzone italiana moderna a cavallo tra i due conflitti mondiali.

Qual è l’unicità di Op op trotta cavallino?
Sono orgoglioso di poter dire che è l’unico libro in circolazione a occuparsi della nascita della canzone sincopata nel nostro Paese in modo organico e, spero, il più completo possibile. Purtroppo in Italia manca (ed è sempre mancata) l’attenzione necessaria allo studio, alla custodia e alla divulgazione della nostra storia musicale e di costume. Il mio è un tentativo di ricostruire e storicizzare un momento tanto importante par la cultura popolare italiana.

E quali sono i suoi punti di forza?
Il libro racconta la genesi della canzone italiana moderna (la cosiddetta canzone sincopata) e lo fa partendo dalla nascita del jazz negli States, dai primi vagiti nei caffè concerto, dalle peccaminose serate nei tabarin fino all’esplosione radiofonica e popolare, attraverso le vicende di autori, compositori e cantanti. Presenta inoltre i nuovi balli d’oltreoceano, le trasmissioni dell’Eiar, le riviste musicali, i film dei telefoni bianchi e l’industria discografica.

Oltre a essere uno scrittore, lei è anche un musicista. Può parlaci delle sue attività?
Nasco da una famiglia di musicisti, ho iniziato a cantare già da molto piccolo e a suonare il violino a sette anni. Con l’adolescenza, i miei interessi si sono spostati verso il rock, portandomi a fare musica con il pianoforte prima e la chitarra elettrica poi (il mio strumento principale). Attualmente sono il cantante chitarrista degli Sweepers, power trio pop-rock, con il quale sto preparando il terzo album, e polistrumentista del Complesso gli Illuminati, bizzarro progetto garage/beat, in procinto di pubblicare il secondo album rigorosamente in vinile. Con gli Illuminati saremo anche protagonisti del documentario «Che il mio grido giunga a te», previsto per la prossima primavera. Ultimamente mi sto dedicando anche a un recital sulla storia della nostra canzone e alla sonorizzazione di favole per bambini.

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Tiziano Tarli, musicista, storico e conoscitore delle culture giovanili, è il cantante chitarrista della rock band Sweepers e poli-strumentista del complesso beat Gli illuminati. Ha già pubblicato Beat italiano. Dai capelloni a bandiera gialla (Castelvecchi, 2005); Vesuvio pop. La nuova canzone melodica napoletana (Arcana, 2009); La felicità costa un gettone. Storia illustrata del primo rock’n’roll italiano (Arcana, 2009).