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La recensione de La ragazza del Charlie's Café: l’integrazione è possibile quando è la legge dei sentimenti a comandare?

 

 

La ragazza del Charlie’s cafè, romanzo breve di Rosa Romano Toscani, è un inno alla diversità vissuta con la forza del cuore. In Canada, terra straniera, due giovani intenti a fuggire dal proprio passato: Gemma e Hadji avvicinano le loro anime, aggirano lo scoglio del pregiudizio e la paura della diversità. E’ proprio la paura del diverso, oltre all’odio e alle traversie esterne, che complica e aggroviglia la storia d’amore dei due giovani protagonisti.

Hadji con l’amore per la cultura francese ha cercato da sempre di assimilarsi alla realtà occidentale. Gemma invece interessandosi al mondo arabo solo dopo aver conosciuto Hadji, apre la finestra della mente, oltre alla porta del cuore, al fascino della civiltà musulmana. La giovane donna è originaria della “CalAfrica” mentre Hadji del Marocco. Vivono e s’incontrano a Montreal. Fanno chiarezza nei loro cuori, si guardano dentro, alla ricerca delle proprie radici e della propria individualità.

L’integrazione è possibile quando è la legge dei sentimenti a comandare? Riusciranno a trovare un giusto equilibrio affettivo?

Il fascino del mistero, della magia, del folclore e in modo particolare delle religioni: musulmana e cristiana avvolge il destino di Gemma e Hadji. Due mondi in apparenza antitetici hanno generato una cultura di simbiosi: una cultura meticcia.

Questa cultura è vista come punto d’incontro, di confronto, di creatività e movimento, di contro alla solitudine della “purezza”, sterile e statica.

Forse, in fondo in fondo tutti gli uomini sono uguali perché uniti da un comune destino: riuscire a vincere l’oblio e il dolore.

 

Recensione a cura di Concetta Padula