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Consigli da leggere: ISIS. Dietro il palcoscenico dell’orrore

Consigli da leggere: ISIS. Dietro il palcoscenico dell’orrore, uno spunto alla riflessione.

I fatti di Parigi di venerdì scorso, gli attentati che hanno stroncato la vita di 132 innocenti, hanno profondamente scosso il mondo occidentale, ogni singolo cittadino, europeo e non. Fra il dolore, la paura, la rabbia e l’indignazione, adesso è il momento di fermarsi e riflettere.

Non è facile dare una spiegazione a tali atrocità, riuscire a capire come si possa arrivare a tanto. Ma un primo passo per trovare una risposta, per comprendere come siamo giunti a questo punto e per ragionare con cognizione di causa è quello di informarsi, studiare ciò di cui tutti parlano ma che pochi conoscono davvero.

"ISIS. Dietro il palcoscenico dell’orrore" è un buon punto di partenza, un’analisi lucida e attenta del fenomeno dell’estremismo islamico. L’autrice, Souad Sbai, giornalista, opinionista e docente universitaria, è dal 2005 membro della Federazione per l’Islam moderato e pluralista, presso il Ministero dell’Interno. Nel suo libro ci regala una panoramica completa sull’Isis, sul suo passato, presente e probabile futuro.

 

Facciamo attenzione ai dettagli, perché da sempre su di essi si fonda il naturale evolversi della storia

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Partendo dal quadro geopolitico dei territori conquistati dalla bandiera nera dell’Isis, ci addentriamo attraverso le pagine del libro, nelle usanze di questo movimento, dalle sue motivazioni ideologiche, senza tralasciare quelle economiche, spesso sottovalutate ma immancabili anche in un fenomeno all’apparenza puramente religioso e sociale.

Viene messa in luce l’importanza della propaganda, anche in questo caso più tecnologicamente avanzata di quanto spesso non si pensi.

La strategia mediatica dell'Isis è stata sottovalutata dall'Occidente ed è stata in realtà più efficace di una guerra" sostiene Souad Sbai "hanno vinto la guerra dell'orrore e della paura perché la gente è terrorizzata. Allo stesso tempo, i cittadini hanno preso coscienza di questo orrore che, tuttavia, non va generalizzato. Il mondo arabo non è tutto Isis e il dialogo con i paesi nordafricani oggi deve essere più forte di ieri.

L’Isis è così capace di aumentare le proprie adesioni e di indottrinare nuove reclute:

Giovani, giovanissimi e spesso anche bambini – leggiamo nel libro – vengono infatti obbligati ad assistere alle esecuzioni, anche alle più cruente, al fine di costruire una sorta di assuefazione alla morte e alla violenza, tale da renderli maggiormente pronti a diventare carnefici da grandi.

Secondo l’intellettuale marocchina ci sono due strategie per fermare il dilagare degli estremisti in Europa:

Bisogna innanzitutto controllare i fondi che servono per alimentare la macchina del proselitismo. Ma soprattutto bisogna dialogare con i governi di paesi moderati come la Tunisia, il Marocco che vogliono la laicità dello Stato e lavorare per la stabilizzazione della Libia.