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Le ali della notte: intervista a Sonia Giovannetti

Le ali della notte«Cuore, sentimento, passione, questi gli ingredienti, il prezioso contenuto di «Le ali della notte» ultima opera di Sonia Giovannetti, autrice a tutto tondo, tanto amante dell'arte in generale da trasmettere come in un divino afflato emozioni e sensazioni catalizzate in un carosello di estro, classe e femminilità senza pari. L'opera spazia dalla narrativa alla poesia, pensieri di un istante, attimi colti al volo, sottratti di soppiatto e trasformati magicamente in linfa vitale. L'autrice sfodera classe e talento in punta di penna, accompagnando il lettore in un caleidoscopio di colori senza fine.»

(Recensione di Roberto Sarra) 

Scrittori si nasce o si diventa?

Si nasce, ma poi lo si deve diventare davvero. E in questo occorre impegno. Ho sempre amato scrivere e ho sempre pensato e vissuto la mia vita con la penna in mano. La scrittura è stata una compagna di vita per me. Dalla lettura ho capito l’importanza della parola, il rispetto che le si deve, il dovere di non usarla mai a caso. Per questo ho frequentato scuole di scrittura creativa, ho sentito il bisogno di prepararmi molto prima di uscire “pubblicamente”. Non si può improvvisare. Gli strumenti sono fondamentali, quanto l’ispirazione. Posso dire quindi che la scrittura non capita semplicemente, la scrittura si forma. 

«Le ali della notte». Come è nata l’idea di scriverlo?

E’ una storia che sentivo dentro di me. Questo libro racconta la vita di una donna che attraverso “le ali della notte” entra nella condizione che ha sempre desiderato: essere scrittrice. Nel disegno di copertina si vedono infatti delle ali che escono da un pennino. Questa donna si scopre, vive e vola attraverso la scrittura. Un po’ come me, del resto. 

Come si sviluppa la trama?

Il libro è una specie di viaggio nella memoria, ma anche nella fantasia e nel sogno di questa donna che, grazie alle ali della notte, si trova a proprio agio in questa nuova vita. Prende forma così, nel cuore della notte, una sorta di dialogo con se stessa, ma non solo. Nel corso della narrazione alle vicende da lei vissute direttamente si alternano, selezionate dall’emozione del ricordo, anche le storie ascoltate da altri. Si parla della vita nelle sue tante sfaccettature, insomma. 

Per scriverlo ho voluto usare un insieme di diversi codici espressivi, convinta come sono che la vita o, per meglio dire, il sentimento della vita sia troppo cangiante e multiforme per essere descritto in una sola chiave. Ecco perché, accanto ai racconti ci sono anche le poesie, una lettera, una pagina di diario ecc.  Il tutto distribuito nei giorni della settimana. Ho usato citazioni per suddividerli dando a ciascuno un diverso tema.

Sono storie vere quelle raccontate?

Sì e no, faccio mie le parole di Raymond Carver: "Le narrazioni che mi interessano di più hanno sempre un contatto con il mondo reale. Nessuna delle storie che scrivo è successa davvero. Ma c'è sempre qualcosa, un elemento, una cosa che mi è stata detta o che ho visto, che potrebbe essere il punto da cui partire." 

Ci sono diverse tematiche ricorrenti nei racconti: Roma, il mare e l’amore...

Ogni scrittore in genere racconta ciò che conosce o che vuole conoscere meglio attraverso i luoghi che ama o che desidera. La mia città è Roma, quindi è stato naturale parlarne, così come Bologna, o i luoghi collinari della mia infanzia. Poi c’è il mare, culla introspettiva di ogni mio momento libero. L’amore è protagonista in questo libro e non mi riferisco solo all’amore che si può provare verso un’altra persona, ma anche e forse soprattutto a ciò che ha riempito di amore la mia vita: l’impegno sociale, le idee, la politica, la letteratura. 

Il libro ha anche un risvolto filosofico/poetico. 

Ho sempre amato la filosofia. I grandi pensatori mi hanno sempre affascinato e anche formato. Di Hegel mi affascina l’intuizione della realtà come “movimento” delle cose che non sono mai solo quello che appaiono con immediatezza nella percezione che ne abbiamo. Di Nietzsche amo la concezione circolare del tempo e della vita, e il senso, molto poetico, dell’“eterno ritorno”:  nulla muore definitivamente, ma tutto è destinato a tornare. I versi di Pavese e di Montale, inoltre, hanno illuminato buona parte della mia vita, ho sempre sentito dentro me l’odore dei “limoni” che è “la nostra parte di ricchezza”. La “solarità” intravista da “un malchiuso portone” di cui parla Montale, è ciò che alimenta e dà speranza ai miei giorni.

Nel libro ci sono anche diverse poesie...

La poesia fa parte di me, è la mia seconda pelle, è l’ispirazione per eccellenza. Posso dire con certezza che i miei racconti, al pari della poesia, partono sempre dall’emozione “fotografica” di un paesaggio, di un incontro, di una parola.  Molti critici letterari, si sono espressi sul mio libro, parlando di una “prosa poetica” e credo che abbiano ragione.

Hai in mente progetti per il futuro a livello editoriale e personale?

A fine anno uscirà la mia terza raccolta di poesie “Un altro inverno”.
E poi… la storia della donna protagonista di “Le ali della notte” non è affatto  conclusa. Chi lo leggerà troverà “la sorpresa” di un finale che lascia spazio a molto altro; a un libro futuro mi auguro.

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Sonia Giovannetti, scrittrice e giornalista, coltiva da sempre l’interesse per la letteratura, l’arte e la filosofia, prendendo parte ad associazioni letterarie. Recensisce libri e scrive articoli letterari, vincendo con i suoi racconti diversi premi nazionali e internazionali, come il Premio Città di Cattolica. Nel 2012 ha ricevuto il 1° premio di poesia dall’Accademia mondiale della poesia di Verona, e le sue opere sono state riconosciute d’eccellenza ai premi Wilde e Nisside. Ha pubblicato le raccolte di poesie Ho detto alla luna, con Aletti, e Tempo vuoto con Tracce.