Gli Ashram - Intervista ad Elisabetta Zanello

La collana Curcio Young torna in libreria con «Gli Ashram e il Drago Celeste», la prima di sette storie fantasy dedicata interamente ai ragazzi che nell'età della socializzazione si avventurano fuori dalla famiglia.
«Il male fa parte dell’evoluzione. Non va separato né si possono prendere le distanze da esso. Siamo qui per comprenderlo e trasformarlo in energia voluta, per il sistema stesso: quello che oggi consideriamo ‘male’, probabilmente è il nuovo messaggio di domani».


Intervista di Lea Carella, foto di Alessandra De Cristofaro

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con questa saga?

Il messaggio della saga vuole essere semplice come bere un bicchiere d’acqua e, dopo averlo sentito scendere nello stomaco, fare un bel respiro profondo. Ogni giovanissimo si accosta alla vita con timore e ansia, pensando alla scuola, al lavoro che dovrà affrontare, alla famiglia... Credo che questo timore – seppure in modo latente – accompagni le persone anche quando sono adulte e le avversità della vita le mettono a dura prova. Proviamo però a immaginare che tutto quello che ci accade – tutto, comprese quelle cose che giudichiamo terribili –, possa rivelarsi uno strumento per affrontare le nostre paure più profonde, scoprendo così che esseri meravigliosi e che asrham possiamo diventare uscendo dal guscio! L’asrham è una torre, un caposaldo. In Tibet queste costruzioni, che si ergono sullo sfondo del paesaggio, sono il conforto del viaggiatore che, alzando gli occhi, le vede anche da enormi distanze e, facendo una preghiera, rinnova la speranza di un mondo migliore.


Come è nata l’idea della saga?

La saga nasce da un’idea che la casa editrice mi ha proposto e che mi ha trovata entusiasta. Poter raccontare qualcosa che si sviluppa nel tempo e nella quotidianità mi piace e stimola molto. Trovo che sia molto interessante leggere una storia che abbia un inizio e una fine, ma che allo stesso tempo si colleghi sempre ad altro, creando così una sana curiosità che stimola l’immaginazione del lettore.


Perché i capitoli che compongono la saga sono proprio sette?

Per due motivi.
Innanzitutto perché penso che sette volumi siano il minimo necessario per poter raccontare una storia che abbia un significato profondo. Mentre il lettore affronta un racconto si diverte; successivamente, quando chiude il libro, pensa ed elabora le sue considerazioni, trovando anche che la conclusione del racconto non sia esauriente. Si affeziona ai personaggi, nei quali può identificarsi, e – anche per questo – desidera che la storia continui. Intanto il filo che lega tutti gli episodi poco alla volta prende corpo e il lettore capisce che esiste un disegno, un piano, nella narrazione e che tutto ciò porterà a qualcosa. Non è forse questo che ognuno in fondo desidera per la propria vita: che abbia un significato e che quello che ha fatto un giorno riveli un piano, un progetto, e che quello che era considerato un difetto si possa trasformare in un pregio?
I libri sono sette anche per una ragione più profonda: sette è un numero importante, possiede significati mistici di ogni genere. Ad esempio le onde del mare seguono un ritmo di sette, le note musicali e i colori dell’iride sono sette, senza voler parlare dei sette livelli del chi. Inoltre nel cervello esistono tre livelli stratificati ognuno dei quali è formato da sette sottostrati cerebrali, (come i sette chacra). Insomma il sette ritorna come numero fondamentale nella natura e nella vita di ognuno. Nella saga i sei ragazzi, una volta affrontato il proprio demone, nel settimo libro si uniranno al loro maestro per salvare la terra e i mondi dei quali ciascuno di loro è custode.


Qual è il fil rouge che lega tutte queste storie?

Tutte queste idee nascono da storie che raccontavo a mio figlio Arthur. Giocando con lui narravo storie che esaltavano i valori e i principi importanti. Mi sono resa conto infatti che i bambini apprendono attraverso il gioco e che quello che imparano in questo modo entra nella loro memoria più profonda, sarà automatico e lo ricorderanno per sempre. Ma anche gli adulti apprendono attraverso il gioco…
Per quanto riguarda l’intera storia, nei vari episodi emerge che tutto è un costante divenire e intrecciarsi di eventi che, apparentemente in modo casuale, entrano ed escono dalla vita dei ragazzi. Ognuno dei protagonisti delle storie, con i suoi normali problemi quotidiani, incrocia le esistenze degli altri ragazzi e quelle degli esseri di altri mondi, che è destinato ad incontrare.


Puoi anticiparci qualcosa degli altri volumi?

Il secondo libro è già pronto e parla della seconda protagonista della saga, Agahta, con i suoi problemi esistenziali. Nel percorso PNEAP (Programmazione neuroenergetica con allineamento progressivo) che svolgo ormai da quasi vent’anni mi capita spesso di parlare con persone che mi dicono di voler aiutare il prossimo. Mi fa sorridere il fatto che vogliono farlo, ma che poi non sanno come. La protagonista del racconto vive proprio con questo problema. Scoprirà che aiutare l’umanità non è poi così facile come crede e che le persone da amare e perdonare sono molto più vicine di quanto potesse pensare. Per gli altri ragazzi, ognuno alle prese con un preciso problema, succede un po’ la stessa cosa: l’incontro con il proprio demone, per così dire, una volta risolto li preparerà per essere Asrham, cioè torri o maestri uniti per un compito mondiale. Così troviamo Mauro alle prese con la sua rabbia e la sua incapacità di perdonare suo padre per averlo abbandonato. Oppure Olivia, una bambina intelligentissima che vive completamente scollegata emotivamente dal resto del mondo. Leonardo, che ama gli animali a tal punto da non riuscire ad avere un rapporto umano. Camilla, che vive con una rara malattia che le accentua a tal punto gli odori da non riuscire praticamente a vivere. Ognuno di loro incontrerà qualcuno che ha bisogno del loro aiuto e che li sceglierà proprio per quella loro peculiare caratteristica.


Affianchi alla tua attività di scrittura quella di maestro Kung Fu. Ce ne vuoi parlare?

Come tutti coloro che praticano arti marziali, credo che il mio sia il miglior stile del mondo e sono così orgogliosa di farne parte e avere l’onore di insegnarlo, che a volte mi dimentico dell’esistenza di almeno trecento stili riconosciuti e molti di più non riconosciuti. Una delle caratteristiche dello stile tao lung, come anche dello stile Shaolin, è di avere profonde radici. Molti degli attuali stili non hanno più queste antiche radici, nel senso che gli insegnanti hanno costruito un proprio stile che non ha più niente a che fare con quello originario, che veniva praticato anticamente. Lo Shaolin (giovane bosco) conserva queste tradizioni attraverso lo studio di cinque stili animali. Il tao Lung (via del drago) ne insegna e pratica sette, l’ultimo dei quali – il drago – racchiude i restanti sei attraverso lo studio di movimenti che li sintetizzano. La grande differenza, che voglio sottolineare, è che nella scuola tao lung la preparazione dei maestri avviene attraverso la risoluzione dei livelli del chi, tramite un meta percorso nel kung-fu (cammino ascetico).


Che cosa vorresti potessero imparare i giovani lettori dalla frequentazione dei tuoi racconti?

I lettori saranno in grado di conoscere i sette raggi, ovvero le sette diverse energie che spingono l’umanità verso l’evoluzione, nascoste fra le pagine dei vari racconti. Spero inoltre che imparino a conoscere più a fondo il valore della famiglia, apprezzando le piccole cose che imparano all’interno del nucleo familiare.
Mi auguro inoltre che facciano esperienza e capiscano che possono disfarsi del giudizio negativo verso i genitori e che come ogni essere umano hanno anche il diritto di poter sbagliare, a volte. Che possano affrontare situazioni della vita con un nuovo sistema mentale, capace di ristrutturare quel pensiero che li fa accostare alla vita con quel senso di angoscia e abituarsi invece a pensare positivo. Scoprendo che quel nuovo pensiero positivo costruirà intorno a loro un mondo brillante e scintillante...

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L'autrice Elisabetta Zanello, è illustratrice e mentore guida di Avalon, gruppo che studia psiche ed energia e co-fondatrice di Hypromaster, società di ipnosi e Programmazione neurolinguistica. Nata a New York e diplomata allo IED, ha illustrato fumetti come Tiramolla e progetti didattici per l’infanzia presso il Comune di Roma.
Il secondo espisodio della saga Gli Ashram e le piogge mistiche sarà pèresto in libreria!