Salgari

primo layout2

E dalle pagine di un quotidiano che nasce lo scrittore Emilio Salgari: dopo la breve esperienza come uomo di mare, il nostro autore trova un impiego come giornalista presso «La nuova Arena», quotidiano di Verona tra i più antichi d’Italia. È il 1883. L’anno successivo il giornale stesso pubblica il romanzo La Tigre della Malesia – successivamente divenuto Le Tigri di Mompracem – a puntate settimanali, secondo la tradizione del feuilleton. Il grande successo di pubblico spinge Salgari sulla via della scrittura narrativa: la sua fervida immaginazione lo porta a comporre oltre ottanta romanzi (accertati) e un numero imprecisato di racconti d’avventura.
Per celebrare il 150° dalla nascita dello scrittore italiano più prolifico e letto, l’Armando Curcio Editore si è ispirata a quel primo, inaspettato successo, dando vita al progetto «Quotidiano»: un’inedita testata portante il nome dell’autore e a numero limitato (499 copie), interamente dedicata alle immortali avventure raccontate nel ciclo dei Pirati della Malesia, che della Tigre del 1884 è l’erede. Una collana-tributo in ricordo di un grande artista, ma anche un omaggio verso un uomo che, vessato dalla vita e ignorato dalla critica, si sentì sempre sfruttato dagli editori che invece, grazie a lui, si arricchirono.

Il giornale-volume

Il quotidiano «Emilio Salgari» nasce in sinergia con le realtà più giovani e creative del prestigioso Istituto Europeo di Design (Ied).
Strutturato come un quotidiano broadsheet, il formato di grandi dimensioni che tradizionalmente designa i giornali «importanti», l’originalissimo ed esclusivo volume dalla veste editoriale di un quotidiano è un continuo e sistematico richiamo all’autore e al tempo in cui è vissuto. Dal colore delle pagine e delle illustrazioni, alla font graziata (Garamond), alle pubblicità di aziende storiche, allora e ancora operanti nell’area geografica compresa tra Piemonte e Veneto, «Emilio Salgari» si propone di essere un giornale d’epoca, piegato solo alle esigenze di leggibilità in particolar modo nella grandezza dei caratteri e dell’interlinea, che tra un quotidiano e un tradizionale volume risultano totalmente diverse.
Ciascuno degli 11 titoli del ciclo dei Pirati della Malesia trova spazio in un volume-quotidiano, in cui i singoli capitoli sono trattati come articoli impostati su cinque colonne e completi di catenacci, strilli e illustrazioni originali, a sottolinearne i passaggi più importanti e toccanti. La narrazione è impreziosita dalle rubriche e dalle infografiche, che nell’esplicitare termini desueti e oggetti esotici, sottolineano il «carattere scientifico» che l’autore ricercò per ambientare le avventure dei suoi eroi.
Un’attenzione particolare va riservata al logo dell’originale testata, da cui si possono desumere tutti i significati dell’operazione editoriale: la silhouette della Mole antonelliana ci riporta immediatamente a quella Torino che accolse Salgari per tanti anni, fino alla sua tragica morte, mentre le due tigri che affiancano la cupola rimandano una alla Tigre della Malesia e l’altra all’autore stesso, noto come Tigre del Po, di cui viene ricordato il 150° nella data che corre alla base.

Il raccoglitore

Gli undici volumi, rilegati con cucitura a mano in filo di pura canapa, verranno conservati in un contenitore cartonato rivestito in tela nelle tonalità di beige e verde (dorso, interno e laccetti) – progettato sul modello dei raccoglitori dell’Archivio di Stato – e impreziosito, sulla fronte, da una lavorazione a embossing. Su ciascuno dei raccoglitori un calligrafo riporterà il numero della copia.

DESCRIZIONE DELL'OPERA

• Tiratura limitata di 499 esemplari numerati
• 11 titoli
• 588 pagine totali
• grande formato (37x52 cm)
• oltre 260 illustrazioni originali
• 150 infografiche
• circa 100 pubblicità storiche
• carta avorio 100g
• legatura a mano con filo di canapa
• raccoglitore cartonato rivestito in tela
• embossing con etichetta numerata da calligrafo




collaborazioni